Psicoterapia breve strategica - Ludovica Casini Psicologa

Psicoterapia breve strategica

Chi è lo psicoterapeuta?

Lo psicoterapeuta conduce una vera e propria terapia con l’obiettivo di curare le patologie e risolvere i problemi invalidanti, aiutando i pazienti a recuperare una condizione di salute mentale e benessere ottimali. Utilizza gli strumenti e le tecniche che ha acquisito durante il percorso formativo e, se non è medico, non somministra farmaci al paziente.

N.B.: Lo psicoterapeuta è un professionista che può avere una formazione pregressa in Psicologia o in Medicina. In entrambi i casi deve aver concluso con successo un percorso formativo di quattro anni presso una Scuola di Psicoterapia riconosciuta dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) per essere abilitato all’esercizio della professione. Se il tuo medico curante ti ha suggerito di rivolgerti ad uno psicoterapeuta o tu hai deciso di intraprendere una psicoterapia, puoi verificare che il professionista che hai individuato abbia i titoli necessari per intervenire su di te semplicemente verificando che nel suo albo professionale di appartenenza ci sia la notazione di “Psicoterapeuta”.

Cos’è e com’è strutturata la Psicoterapia Breve Strategica?

In Italia esistono moltissimi orientamenti diversi di psicoterapia. Per capire cos’è la Psicoterapia Breve Strategica e quali sono le caratteristiche fondamentali che differenziano questo modello dagli altri, ti invito ad approfondire sulla pagina Terapia Breve Strategica.

Un viaggio con quattro tappe

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1 - Definizione del problema​

Nella prima parte della terapia vengono individuate le tentate soluzioni disfunzionali, ovvero quello che la persona ha fatto fino a quel momento nel tentativo di gestire il suo disturbo, senza ottenere i risultati sperati. Viene data una definizione operativa del problema, concordato un obiettivo raggiungibile (migliore gestione di una situazione relazionale complessa, estinzione dei sintomi e guarigione del disturbo, recupero della vita sociale, etc…) e vengono prescritte le prime indicazioni terapeutiche.

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2 - Sblocco​

L’insieme delle tecniche utilizzate in seduta e fuori da essa, dal paziente stesso, sono congeniate per produrre uno sblocco della situazione invalidante entro le 10 sedute canoniche. Per sblocco si intende il momento in cui il paziente comincia ad avvertire chiaramente un cambiamento. Da quel momento la terapia prosegue per costruire una nuova modalità percettivo-reattiva del paziente, più funzionale e flessibile della precedente.

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3 - Consolidamento del cambiamento​

Qualunque cambiamento, perché risulti stabile e duraturo nel tempo, deve essere consolidato. Le persone che dopo anni di sofferenza si affacciano ad una nuova vita sono piene di entusiasmo ma, talvolta, altrettanto fragili. Nella fase di consolidamento il terapeuta ha l’obiettivo di supervisionare la stabilità del risultato raggiunto e aiutare il soggetto a rialzarsi, qualora ci fossero delle ricadute.

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4 - Chiusura della terapia​

La terapia si conclude in genere dopo alcune sedute di follow-up a distanza di uno, tre e sei mesi l’una dall’altra. Il distacco avviene in modo graduale ma deciso. La Terapia Breve Strategica è strutturata per far sì che non si creino legami disfunzionali ed eterni fra terapeuta e paziente.

A chi si rivolge?

A chiunque soffra di un problema/disturbo invalidante e strutturato, che limita cioè in maniera consistente la sua vita, intaccando diverse aree di funzionamento (sociale, affettiva-relazionale, professionale).

La Terapia Breve Strategica è indicata per tutti i tipi di disturbi, specialmente per fobie, ansia, attacchi di panico, disturbi alimentari, disturbi sessuali, disturbo ossessivo-compulsivo, paranoia e manie di persecuzione, depressione, ipocondria, problemi relazionali e qualunque tipo di problema sul quale sia possibile lavorare per obiettivi.

Con quali obiettivi?

La Terapia Breve Strategica ha l’obiettivo di guidare il paziente in un percorso che lo porti fuori dal suo problema in modo stabile e duraturo nel tempo.

L’obiettivo è compiere questo viaggio in tempi ragionevoli e con strumenti concreti, che possano rappresentare per il paziente un bagaglio utile per la vita presente e futura.

Non prevede l’utilizzo di farmaci e si prefigge, là dove possibile, di ridurne gradualmente e infine sospenderne l’utilizzo (concordemente con il professionista che ha in carico questo aspetto).

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