Lo psicologo (NON) è un dottore come un altro - Ludovica Casini Psicologa

Lo psicologo (NON) è un dottore come un altro

Ovvero: quando e perché andare dallo psicologo

Oggi voglio farti comprendere in modo semplice quando e perché dovresti andare dallo psicologo.

Voglio iniziare parlandoti di qualcosa che ci accomuna tutti: i cambiamenti a cui il nostro organismo continuamente è soggetto nel processo di crescita e di invecchiamento.

Da giovane ho sempre fatto molti lavoretti durante gli studi, la gran parte di sera. Il mio stile di vita era decisamente sregolato. Mangiavo agli orari più impensabili, dormivo poche ore, non facevo sport perché ero nella categoria di quelli/e che si auto-convincevano di non averne bisogno! D’altronde i miei livelli di energia erano fisiologicamente molto alti e il mio organismo sembrava non soffrirne.

“Vedrai, dopo i trenta tutto cambierà…”

Vi confesso che reagivo molto male quando mi sentivo dire la classica frase: “Vedrai, dopo i trenta tutto cambierà…”. Non ci credevo e comunque non mi interessava, perché la cosa bella della giovinezza è non pensare al futuro come qualcosa che ci porterà via tutti i sogni (e, in questo caso, le illusioni!).

 

La scienza d’altronde ha ampiamente dimostrato quali sono molti dei fattori che regolano questi inevitabili cambiamenti. Con il passare degli anni qualunque individuo assiste ad un declino a carico di questa o quella funzione. Ad esempio la vista gradualmente cala, il metabolismo e l’equilibrio ormonale cambiano e iniziamo a mettere su chili di troppo, il corpo si irrigidisce e sentiamo di non avere più lo “smalto” di prima. Per questo anche chi gode di una buona salute, crescendo, è sollecitato a cambiare le proprie abitudini per bilanciare gli effetti di questo declino.

Evitare la vita sedentaria, mangiare sano e dormire bene sono alcune delle regole che ormai vengono (fortunatamente) ribadite non solo dal medico di famiglia ma trovano ampio spazio nei mezzi di comunicazione di massa. Più aumentano le conoscenze sui meccanismi che deteriorano il nostro organismo, più si diffonde la cultura del benessere e della prevenzione.

Tuttavia fare ricerca e mettere a disposizione le conoscenze su come funziona una certa cosa è diverso dal rendere diffusamente applicate le “buone pratiche” per la salute.

Come le persone accolgono e gestiscono questi cambiamenti?

Possiamo per semplificare dividere questa platea in due categorie: chi sceglie di far proprie queste sane abitudini, per buon senso e/o scelta consapevole, e chi le adotta per necessità, perché il peggioramento progressivo delle proprie condizioni fisiche ha per esempio favorito l’insorgenza di una malattia. Quindi nel primo caso hai una buona probabilità di non ammalarti, nel secondo molta meno.

E quando ti ammali, cosa fai? Vai dal dottore. Più o meno volentieri, ma ci vai, perché c’è qualcosa che da solo non hai gli strumenti per risolvere e questo ti spaventa. Hai bisogno che ti aiuti a capire cosa stia succedendo dentro di te, quale meccanismo si è inceppato, se è possibile guarire e quale terapia sia consigliabile seguire. Il dottore in quel momento è per te un alleato, ti rassicura che sia lì per te in quel momento critico e sei predisposto a fare quello che ti chiede.

Cosa c’entra in tutto questo lo psicologo?

Devi pensare alla mente come un “organo” che, al pari del corpo, deve godere di buona salute per affrontare al meglio le sfide che la vita ti pone davanti. Ci sono discipline scientifiche che si occupano specificamente di indagare il rapporto mente-corpo e se è vero che le sane abitudini influenzano positivamente l’umore, le nostre condizioni emotive e l’efficienza mentale (Mens sana in corpore sano dicevano i Latini..), altrettanto vero è che talvolta c’è qualcosa che fa saltare questo equilibrio e la mente può diventare nostra nemica, impattando anche sulle condizioni fisiche, trasformandoci più o meno gradualmente in qualcosa che non siamo, che non vorremmo essere, in cui non ci riconosciamo più.

Quindi, quando e perché andare dallo psicologo? 

Cercare sollievo in quello che normalmente ti fa stare bene. Parlare con amici o familiari di cui ti fidi ad esempio. Dedicarti alla meditazione, leggere libri di self-help (quei libri che ti spiegano come gestire questa o quella situazione da solo), uscire per svagarti, partire per un viaggio…

Ognuno di noi ha una o più strategie che ripesca nei “momenti no” per il semplice fatto che in passato si sono rivelate efficaci. Se tutto questo però non basta e il problema persiste, insistere con ciò che non funziona può rivelarsi non solo inutile ma anche dannoso. E la nostra mente funziona esattamente così: ha difficoltà a rompere un equilibrio, anche se è un equilibrio disfunzionale, che fa male.

Insistere con ciò che non funziona ti porta fuori strada perché alla fatica di non riuscire a superare quell’ostacolo può subentrare dentro di te una voce che ti dice: “Lo vedi? Sei incapace, non riesci a cambiare le cose”. Questa voce nel tempo si trasforma in: “Questa cosa che ti fa star male accettala e basta perché le hai già provate tutte, non è un problema superabile”.

Non fare lo struzzo!

A questo punto puoi reagire in due modi: fare lo struzzo (ovvero: lasciare che questa cosa divori la tua vita pezzo per pezzo, convincendoti che forse domani le cose cambieranno da sole) oppure… andare dallo psicologo!

Lo psicologo è il dottore che si occupa della salute mentale, quel professionista che possiede la cassetta degli attrezzi per sostenerti e aiutarti quando perdi, o stai per perdere, il controllo della tua mente e delle tue emozioni, quando i pensieri si colorano di nero, quando non ti senti in grado di agire come vorresti, quando la paura si impossessa di te. Queste condizioni capitano a chiunque almeno una volta nella vita.

  • Non provare vergogna: se ti aiuta, pensa alla tua mente come a una parte del tuo corpo. Proveresti vergogna a farti ingessare una gamba rotta?
  • Non sentirti sfigato, strano, diverso, debole: mente a sé stesso prima che agli altri chi sostiene di non aver mai attraversato un momento di forte difficoltà.
  • Non sentirti spacciato: per ogni problema esiste almeno una soluzione. Semplicemente adesso non sei in grado di vederla da solo!

 “Se fai sempre quello che hai sempre fatto, otterrai quello che hai sempre ottenuto”.

Condividi:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Indice dei contenuti

Può interessarti anche...

Torna su

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi