Depressione - Ludovica Casini Psicologa

Depressione

Genericamente con il termine depressione si indica una condizione di flessione patologica del tono dell’umore che crea marcato disagio psicologico oltre a problematiche nel funzionamento sociale e relazionale. Il paziente depresso è incapace di provare piacere, è apatico, può sperimentare mancanza di sonno, di appetito, vedere alterate le sue capacità di concentrazione e attenzione, avere difficoltà ad immaginare il futuro e talvolta arrivare a pensare al suicidio come via d’uscita alla sofferenza che lo affligge. Nei manuali diagnostici ci sono pagine e pagine di quadri differenti riconducibili alla depressione (disturbo depressivo maggiore, distimia, disturbo disforico premestruale, etc…). Storicamente la distinzione clinica fondamentale quando si parla di questo disturbo è quella fra le cosiddette depressioni reattive, in cui il soggetto sviluppa la condizione depressiva in risposta ad un evento (depressione da lutto, depressione post-partum, depressione stagionale, etc…) dalle depressioni essenziali nelle quali il legame con una condizione scatenante specifica non è rintracciabile. Un dato acclarato negli ultimi decenni è che il “boom” di pazienti con questa diagnosi (accompagnata dalla prescrizione talvolta frettolosa di psicofarmaci), riflette una tendenza per cui la tolleranza alla frustrazione, al dolore, al cambiamento si stanno perdendo. L’epidemia dei disturbi affettivi riflette in parte una incapacità dell’uomo contemporaneo di stare a contatto con le emozioni negative, accettarle come parte ineliminabile dell’esperienza umana, attraversarle, imparare a gestirle. Questa riflessione ha delle implicazioni importanti nella pratica clinica perché inibire qualsiasi forma di sofferenza non è solo impossibile, è disfunzionale.

L’esperienza decennale di ricerca intervento del Centro di Terapia Strategica e dei suoi affiliati, ha evidenziato come nella grande maggioranza dei casi quando il paziente si presenta in terapia con una diagnosi di depressione, questa nasconde un problema di altra natura non risolto. Quando un disturbo o gli esiti di un evento negativo non vengono adeguatamente trattati, possono cronicizzarsi ed evolvere nel tempo in quadri patologici di tipo depressivo. Le caratteristiche percettivo-reattive a sé e al mondo che accomunano i vari tipi di paziente depresso sono sostanzialmente tre: rinuncia (arrendersi alla triste realtà, darsi per vinti, rinunciare a combattere), delega (far fare agli altri le piccole come le grandi cose, aumentando la percezione di essere soggetti inermi e incapaci) e vittimismo (lamentarsi aumentando la percezione della propria indesiderabilità sociale).

La Terapia Breve Strategica interviene sulla depressione guidando il paziente a fare a meno delle sue tentate soluzioni disfunzionali e facendo emergere (ove presente) il problema o disturbo preesistente.
Talvolta, come avviene per altre patologie invalidanti, è opportuno coinvolgere nella terapia anche i familiari stretti del paziente.

La persona viene portata gradualmente a riprendere in mano la sua vita attraverso una serie di tecniche e stratagemmi specifici e a costruire una nuova vita su fondamenta diverse.

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